venerdì 26 ottobre 2012

Le Fotografie di galleria Roma artecontemporanea


galleriaRoma 
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
 

Un bosco alle falde dell'Etna in cui viene allestito "Sogno di una notte di mezza estate". Due fratelli con un passato doloroso alle spalle e che - attraverso il teatro - rivivono e reinterpretano se stessi. La magia della recitazione, delle favole che prendono corpo nella realtà, dei luoghi che si vestono di suggestioni e incanti.
Lo scrittore Orazio Caruso in "Comici randagi" fa del testo narrativo una partitura teatrale e affida alla metafora della recitazione l'enigma della vita: trasformare il dolore in opportunità.
Personaggi esilaranti, radici che reclamano una identità, figli in cerca di padri e un finale lasciato ai sogni.
Il nuovo romanzo di Orazio Caruso - Sampognaro e pupi editore - rivissuto per voi alla Galleria Roma in una veste verdeggiante e faunesca.
Dando voce alle voci, facendo rivivere i miraggi, le visioni e finanche i miti della commedia di Shakespeare, io, Massimo Maugeri e l'attore Giuseppe Orto, vi porteremo per mano nell'anima di un miraggio che prenderà vita sotto i vostri occhi...
Vi aspettiamo alle 18,00 del 27 ottobre alla Galleria Roma, in piazza san Giuseppe, Ortigia, Siracusa, in compagnia dell'autore.
Simona Lo Iacono

mercoledì 12 settembre 2012

Galleria Roma Siracusa

Galleria Roma Siracusa


galleriaRoma 
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
 

LETTERATURA E CUCINA
a cura di Simona Lo Iacono

 

La Sicilia e la grande guerra. Il mondo che cambia. Un uomo che – sotto le coltri del fuoco – tiene il suo diario.

Lo stesso diario che – a più di sessant’anni di distanza – la figlia dà alle stampe, rendendo pace ai morti, lasciando che gli occhi disincantati di noi uomini d’oggi assaporino l’aspra bellezza di un tempo sanguinoso, ma ancora tenace nei suoi valori.

Grazia Maria Schirinà, poetessa e letterata, pubblica i testi del padre Giuseppe conciliando amore e memoria, testimonianza e voce.

Ci riconsegna un passato ferito, in cui la giovinezza sopravvive sotto le macerie e grida disperatamente tutta la sua ostinata voglia di stare al mondo.

Ci riconsegna le campagne devastate ma anche i sorrisi, i treni che saltano gli orari, le preghiere sotto i bombardamenti, le nascite di neonati che reclamano vita a dispetto della morte.

E ci riconsegna gli odori. La semplicità dei gusti genuini. Le pere, il pane comprato alla borsa nera, le boscaglie di Bronte dove prolifera il pistacchio.

 Vorrei quindi invitarvi a questo primo incontro di un autunno tutto letterario, mescolando cibo e scrittura, parole e sapori.

***

Sabato 15 settembre  alle ore 18,30  presso la galleria Roma,  avrò   il piacere di presentare il libro di Grazia Maria Schirinà accompagnata da uno chef che allestirà per noi  gusti antichi, mentre le canzoni del tempo sottolineeranno la narrazione, riportandoci a quell’epoca colma di strazio e – tuttavia - di candore.

Vi aspetto, dunque cari amici! Per mescolare insieme a me LETTERATURA E CUCINA
 

Sarà presente l'autrice

 

SIMONA  LO IACONO

lunedì 23 luglio 2012

Leni Smoragdova

Leni Smoragdova

Galleria Roma Siracusa

Galleria Roma Siracusa


galleriaRoma


piazza San Giuseppe 2

Siracusa



IL CINEMA DEI VAMPIRI

a cura di Francesco D'Isa

Giovedì 26 luglio alle ore 18,30



Protagonista dell’omonimo romanzo epistolare scritto dall’irlandese Bram Stoker nel 1897 (trasformato in una pièce teatrale dallo stesso Stoker nel 1898 e poi, con maggiore successo, da Hamilton Deane e John Balderston nel 1925), il conte Dracula è il vampiro per eccellenza, il “non-morto” (nosferatu), che per sopravvivere si nutre del sangue dei viventi. Il tema del vampirismo è rintracciabile in quasi tutte le culture del mondo, ma in quella europea dell’Ottocento sfiora l’ossessione. Oltre a Dracula di Stoker, ci sono infatti almeno altri due testi fondamentali su questo tema: Vampyr di John Polidori, che costituisce il primo grande modello letterario del nobile misterioso assetato di sangue, e Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu, che fissa il prototipo del vampiro-donna. Dracula, che non a caso arriva alla fine del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che – grazie al cinema – avranno un grande seguito anche nel Novecento.



Alcune tipologie del cinema sui vampiri distinguono: i film dei vampiri tradizionali, quelli in cui i vampiri si presentano come una razza alternativa a quella umana, i film sui vampiri a sfondo psicotico, quelli in cui i vampiri vengono creati dagli uomini, fino agli ibridi horror-fantascientifici. Per quanto riguarda più specificatamente Dracula, la prima delle undici versioni cinematografiche del romanzo di Stoker è un adattamento pirata: costretto – per problemi di diritti di autore – a cambiare nome al personaggio, infatti, nel 1922 Murnau intitola il suo capolavoro Nosferatu, recuperando un vocabolo in uso nel folclore transilvano. Dracula, quindi, debutta sullo schermo come tale solo nel 1931, nell’omonimo film di Tod Browning, prodotto dalla Universal e interpretato da Bela Lugosi: mondano, elegante, seducente, più vicino al modello di Stoker di quanto non fosse lo spaventevole protagonista di Murnau. Dopo una serie di incontri spuri e poco significativi con altri mostri in auge all’epoca, Dracula torna alla sua primigenia dignità con Terence Fisher che – a cominciare dal 1958 – realizza per la britannica Hammer tre film sulla figura del vampiro, presentando, nel primo e nel terzo, Christopher Lee: a colori, con abbondanza di effetti speciali e una colonna sonora inquietante, i film della Hammer (sedici in totale) hanno un’impronta decisamente horror, sconosciuta alla produzione Universal. Una delle introduzioni fondamentali del personaggio, inaugurato da Fisher e da Lee, è l’introduzione dei celebri canini affilati, da allora in poi fisionomia consueta di qualsiasi vampiro che si rispetti. Lee interpreterà il ruolo del vampiro in vari film e in vari anni, fino alla metà degli anni Settanta (tra cui il documentario In Search of Dracula del 1975, di Calvin Floyd, di cui è il narratore e l’incarnazione del presunto reale Dracula, Vlad Tepes). Presenti in tutte le cinematografie mondiali, Dracula e il vampirismo occupano un posto di grande rilievo in quella messicana e neanche quella italiana, poco propensa per tradizione ad evadere troppo dalla realtà, è immune dal vampirismo (nello stesso 1957, il messicano Fernando Méndez, inaugurando la saga del vampiresco conte Lavud, e l’italiano Riccardo Freda battono in velocità coi propri film la Hammer e Fisher). Tra le parodie, la migliore è senza dubbio quelle di Roman Polanski del 1967. Dopo il boom, quantitativo più che qualitativo, dei primissimi anni Settanta, anche gli anni Ottanta hanno visto il vampirismo godere di una popolarità insolita, mentre gli anni Novanta sono stati segnati dallo storico film di Coppola, che ha generato una serie di sviluppi, fino ai giorni nostri, in cui l’avidità di sangue è diventata avidità di immagini, trasformando in vampiro chi fa il cinema e chi lo guarda.