martedì 8 novembre 2011

ORTIGIA FELIX

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
Giovedì 10 novembre alle ore 18,30 a cura di Salvo Sequenzia NEL VANO TRASPARIRE 'Ortigia felix'. L'isola senza tempo nel canto dei poeti  
Questo omaggio a Siracusa e al suo cuore - l'isola di Ortigia, «isola nell'isola» - vuole essere innanzitutto un viaggio, una catabasi, una sorta di discesa agli Inferi che un viator  incantato e dolente, un uomo ferito, intraprende tra i vicoli della Mastra Rua e della Sperduta, alla ricerca della sua terra, della sua magia e del suo splendore. Ma, come un Ulisse assetato di nostos, nel delirio del ritorno, il viaggiatore approdato all'isola di Ortigia non riconosce più suoi quei luoghi che un tempo furono il 'giardino di Hamdis', un'isola dei Feaci di stordente splendore ed incanto. All'urgenza della realtà e della storia, alla necessità del ritornare a Ortigia, allora, sottentra l'urgenza della memoria, che è medicamentum e balsamo, ma anche squarcio, ferita profonda da cui sgorga la pietà mesta della poesia. Il viator diviene, dunque, peregrinus, un «nomade d'amore» che ritrova Ortigia nel canto dei poeti. Seguendo una trama invisibile, una fitta e spessa regnatela di immagini, suoni, parole e colori ordita meravigliosamente da un secolo all'altro, sin  dalle scaturigini della civiltà in cui mito e storia si intrecciando e si fondono nel verso adamantino di Pindaro, che rende omaggio all' «augusto d'Alfeo fiore di Siracusa illustre, Ortigia». La poesia, sola, conosce e sa dire al mondo il linguaggio della pietà e del conforto; sola, essa salva nella desolata vaghezza di una parola, nel modularsi dissolto di un suono, nello scoramento, la memoria ferita di un luogo e della sua storia. I poeti hanno amato Ortigia, ed hanno conservato nelle loro parole le architetture 'verticali', il labirinto musicale dello spaesamento, la malinconia del mare, l' ansia perenne della pietra, un mondo equoreo e fatato, ancipite: Giace della Sicania al golfo avanti un’isoletta che a Plemmirio ondoso è posta incontro, e dagli antichi è detta per nome Ortigia. A quest’isola è fama, che per vie sotto il mare il greco Alfeo vien, da Doride intatto, infin d’Arcadia per bocca d’Aretusa a mescolarsi con l’onde di Sicilia. E qui del loco venerammo i gran numi; indi varcammo del paludoso Eloro i campi opimi.   Nella geografia 'equorea' che Virgilio, nel terzo libro dell'Eneide, tratteggerà a sbuffi e slarghi come in un acquarello, Ortigia, colta nell'abbraccio del «Plemmyrium ondosum», è realtà d'acqua, di mito, di numinosa mescidanza. Il poeta coglie una circolarità fatale, assoluta, che si ripeterà nella tradizione poetica successiva consolidandosi come autentico topos letterario:   Calava a Siracusa senza luna La notte e l'acqua plumbea E ferma nel suo fosso appariva, Soli andavamo dentro la rovina Un cordaro si mosse dal rimoto   Nella poesia di Giuseppe Ungaretti, poeta veggente, l’abbandono e il silenzio grevi dell’ora demente accompagnano e propiziano la calata a Ortigia nel liquido fluire del tempo, in un’immagine di memoria anche borgesiana, d’un tempo che contiene tutti i tempi, un attimo ogni altro attimo. In quest’istante rapido, in quest’immensa stasi, l’uomo rivive tutta la sua vita nel gesto antico ed eterno del cordaro, custode di impenetrabili Lari. Dentro questo temenos sacro ad Artemide, nella circolarità dell'acqua che propizia una rigenerazione 'altra', data nel canto, sarà allora un rifiorire di poesia e di dolore. Nei versi preziosi della poesia araba siracusana, cogliamo, agli albori, la tragedia dello sradicamento compendiato nel diario poetico di Ibn Hamdis. E, ancora, giungendo ai nostri giorni, i versi di Turi Rovella, di Enzo Giudice, di Corrado Di Pietro e di altri poeti, restituiscono l'immagine di Ortigia nel racconto del loro nostos, nei loro  'ritorni' che non sono tra loro identici, si scrivono nella storia del luogo e la storia è sovrapposizione di strati, accumularsi di nuovi castelli su antiche rovine. Anche in questo caso dunque è la composizione di piano orizzontale e verticale,  la discesa dal piano sincronico e orizzontale a quello della storia e della memoria, verticale, ad offrire nuove chiavi di lettura. Il tempo della memoria e della malinconia è il tempo della luce 'nera' in cui si congiungono demone meridiano e notturno, di ungarettiana memoria. È il tempo di luce calcinante, ferale, che si riflette sul tufo biondo di Piazza Duomo, e di buio vorticare nel flusso degli evi che si respira nell'intrico dei vicoli della Giudecca. Luce 'nera' è, dunque, quella che accompagna la memoria e la malinconia, la ricerca e la catabasi nel ventre dell'isola; ed è luce 'bianca', luce dalla tremenda forza autenticante, la lux veritatis, ferita di luce che occhi avvezzi all’ombra non sanno sostenere, nel vano trasparire di ogni cosa. Ed è, dunque, infine, anche monito alla 'vigilanza', alla diffidenza verso opachi lucori, finte luci, vacue illusioni e pericolose menzogne che il nostro tempo propugna.  Salvo Sequenzia  
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero
 

Info
:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com

www.galleriaroma.it

lunedì 31 ottobre 2011

TAJALLAT

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 2
Siracusa

TAJALLIÂT
Mercoledì 2 novembre alle ore 18,30 concerto dell'artista tunisino Sami Harrabi per voce e liuto di musica classica araba e di sue composizioni dedicate alla Rivoluzione Tunisina . Sami Harrabi, artista tunisino a Siracusa ospite della Carovana Artistica Sicilia-Tunisia, insegna musicologia al Liceo di Zouhat a Sousse sua città natale. E' un famoso compositore, suona il liuto arabo e canta come solista. Ha tenuto diversi concerti in Africa ed Europa.
  Il concerto si potrà seguire in streaming live al link  eventi in diretta del sito di galleriaRoma
 
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra


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venerdì 28 ottobre 2011

Galassia Iternet

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 2
Siracusa

Giovedì 3 novembre ore 18,30GALASSIA INTERNET:  per una fenomenologia delle nuove forme di soggettività a cura di Roberto Fai

In che modo, Internet sta cambiando la nostra vita? O l’ha già cambiata? E di “globalizzazione”– termine “ubiquitario” e vero e proprio passepartout con cui leggiamo il nostro tempo – potremmo parlarne senza far riferimento alla rivoluzione informatica? Davanti al fenomeno pervasivo del web, è possibile uscire dalla classica e carsica contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”? Tra la vasta letteratura sul ruolo e senso del web, di Internet, e del cyber-spazio, possiamo parlare di un “neoilluminismo”, espresso dall’avvento di una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy), oppure ha ragione Nicolas Carr quando si domanda se ? A partire da queste suggestioni, si cercherà di svolgere una vera e propria genealogia del “virtuale”, e di come la dimensione del tempo, della temporalità sia quasi soppiantata da una inedita dimensione spaziale.
  Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero
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mercoledì 26 ottobre 2011

POIESIS

galleriaRoma
Piazza San Giuseppe 2
Siracusa
  Sabato 5 novembre alle ore 19,00 l'architetto Salvatore Rapisarda presenterà la mostra di pittura POIESIS dell'artista Tomie Nomiya
scrive Salvatore Rapisarda nella presentazione critica
POIESIS
Delicata poesia di forme e colori.
Quando la delicatezza, il dettaglio, la sensibilità si traducono nel segno e nel colore. Non bisogna gridare per comunicare, basta sussurrare o entrare nella dimensione silente, stadio che concentra l’energia del divenire. Culture che si incontrano, provenienze lontane, apparentemente distanti, ma tanto vicine in un denominatore comune che ricerca la forma attraverso i luoghi, i volumi, i corpi, che rifonde i linguaggi nella poesia antropica delle culture indigene. Mi unisco all’emozione dell’amica Lucia che lega il suo pensiero alla mano dell’artista che, ubbidendo ad un animo fragile, attraversa le barriere dello spazio e del tempo. Minuzioso lavoro che evoca estetiche e poetiche, tra occidente e oriente, in cui, anche l’amico Joe legge lo specchio dell’operato interiore; ricerca che conduce a un itinerario che si evolve, con la pausa-silenzio, nella rappresentazione di tecniche e modalità esecutive. La pittura di Tomie scorre dai quartieri di Ortigia al paesaggio urbano di Ibla. Traccia con carica affettiva la fisiognomica degli amici, dei suoi cari. Tratti caratteriali, interiorità espressiva di sguardi, di gesti, posture abilmente rappresentati nella delicatezza chiaroscurale, nella pulizia delle linee, nelle armoniose proporzioni che danno vita a una ritrattistica espressiva ed emozionale. Un percorso visivo che deve condurci alla riflessione e meditazione sulle potenzialità che possiamo ricevere dal mondo interiore dell’artista.
Organizzazione e
Direzione Artistica:
 
Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero  
             Info:

 0931/66960 (orario apertura Galleria)
 cell.338/3646560
 
corradobrancato@hotmail.com
 
www.galleriaroma.it

venerdì 30 settembre 2011

AUTOSTIMA A SIRACUSA


galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa

Autostima a Siracusa

Un incontro alla “Galleria Roma” con l’Università “Brahma Kumaris”

Riscoprire come apprezzare se stessi, calibrare meglio le proprie scelte per trarre più soddisfazione dal proprio percorso, relazionarsi sempre meglio sulla base del mio valore e di quello degli altri.



Il 1° Ottobre 2011, alle ore 18.30, la Galleria Roma ospiterà l’Università Spirituale Mondiale Brahma Kumaris, un'Organizzazione non Governativa, con statuto generale di organismo consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e presso l'UNICEF. Il suo intento è quello di promuovere un cambiamento positivo attraverso la riscoperta dei valori morali e spirituali e delle qualità insite in ciascun individuo. (www.bkwsu.org/italy).

L’incontro sarà condotto da Antonella Ferrari, insegnante dell’Università da più di 20 anni. La sua esperienza maturata sul territorio italiano ed internazionale, riesce facilmente a guidare il pubblico verso una visione più chiara e semplice della tematica affrontata.

In questo caso si esplorerà l’Autostima, un argomento caro un po’ a tutti in questi tempi che mettono a dura prova il nostro animo, le scelte che sentiamo essere veramente giuste per la nostra crescita e la salvaguardia dei rapporti interpersonali. In tempi come quelli attuali, i valori fondamentali “gridano” per essere apprezzati nuovamente e messi in pratica e, dal momento in cui iniziamo a sperimentare e riconoscere aspetti genuini di noi stessi, nasce una nuova stima della nostra persona.

Iniziamo a prendere le cose con più calma e accettazione, capendo che ciò che accade ha un significato, e ciò non significa essere passivi. Avere fiducia in se stessi diventa effettivamente possibile quando ristabilisco un contatto con la mia identità, quando faccio attenzione a non commettere quel tipo di sbagli che mi portano al continuo pentirmi, perdendo così stima di me stesso.

Antonella Ferrari ci guiderà attraverso condivisioni, esperienze di meditazione guidata e riflessioni mirate sull’argomento.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero


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domenica 25 settembre 2011

Pinocchio esce dalla sua fiaba


galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3

Giovedì 29 settembre 2011 presso la Galleria Roma, Piazza S. Giuseppe , Siracusa alle ore 18,30 presentazione del volume di Euridice Zàccari Pinocchio esce dalla sua fiaba Relatrice: Giovanna Strano, preside dell’Istituto “Filippo Iuvara”.
Saranno presenti l’Autrice Euridice Zàccari e l’Editore Carlo Morrone

Una fiaba in cui Pinocchio, il burattino di collodiana memoria, è subito trasformato in un bambino che, orfano del suo Geppetto, deve crescere senza una guida. Il protagonista crede che quelli fatti di carne e ossa sono tutti buoni, mentre i cattivi rimangono burattini di legno fin quando non diventano buoni. Con queste convinzioni Pinocchio si affaccia alla vita andando incontro a singolari avventure che gli permetteranno di maturare e di superare le difficoltà in mezzo a momenti lieti, trascorsi insieme ai suoi nuovi amici e conoscenti. Un Pinocchio rivisitato che a fatica tiene a memoria le lezioni che la vita gli offre giorno per giorno, fin quando avviene il miracolo: da ragazzo insensato e senza giudizio si trasforma in persona responsabile decidendo di allontanarsi dalle cattive amicizie che lo stavano trascinando per una strada senza ritorno. Questo libro è il dono che una nonna ha scritto per il suo nipotino, ma che si addice a tutti quei nipotini che non hanno una nonna scrittrice.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato e DiapasonStudio

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

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mercoledì 21 settembre 2011

M


galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
Sabato 24 settembre alle ore 18,30 Mariateresa Asaro presenta la mostra di pittura " MOULIN ROUGE" di Tania Triolo


VIBRAZIONI SENSORIALI IN UNA VOLUTTUOSA RICERCATEZZA FORMALE

L’arte di Tania Triolo è pittura creata da una donna a rappresentazione e celebrazione della figura femminile, del suo fascino e della sua sensualità. Siamo dinnanzi alla rappresentazione di “donna eccessiva”, connubio di bellezza e perversione da cui promana una costruzione d’immagine del protagonismo femminile teso ad affermare il modello “divorante” della donna-virago, che però prefigura una nuova forma di soggettività. La Triolo appare infatti muoversi in un abito mentale volto a recepire una realizzazione estetica secondo le suggestioni dannunziane costruite attorno al lirismo narcisistico dell’artista, alla ricerca di un erotismo ostentato nella sua concreta materialità edonistica che pare irridere sarcasticamente a scontate istanze moralistiche. E oggetto della mostra della pittrice è la rappresentazione del Burlesque, antica forma di spettacolo nata nella seconda metà dell’800 nell’Inghilterra vittoriana: protagonista è la donna, la sua femminilità e il suo corpo, esibito come “soggetto” artistico e non come oggetto, in un connubio perfetto di arte, esibizione, seduzione, teatralità. Si percepisce allora la volontà della pittrice di porgere al fruitore suggestioni che provengono dall’osservazione di un universo permeato da un erotismo intrinsecamente femminile, reso dalla “cerebrale”, immediata corposità e sensualità dei soggetti raffigurati, perché, scrisse la celebre Anaïs Nin, “l’erotismo è una delle basi di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia”.

Maria Teresa Asaro

Organizzazione e Direzione Artistica: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero



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