sabato 30 ottobre 2010

IL TERRORISMO di ANTONELLA COLONNA VILASI


galleriaRoma
via Maestranza 110
Siracusa

Sabato 30 ottobre alle ore 18,30 Presentazione del libro
IL TERRORISMO
di ANTONELLA COLONNA VILASI
Prefazione di PIER LUIGI VIGNA
...edizioni MURSIA
presentazione a cura di Silvio Aliffi e Luigi Amato


“Il Terrorismo” (Mursia, Milano 2009, € 19.00) reca la prestigiosa prefazione di Pier Luigi Vigna, Procuratore Nazionale Antimafia tra il 1997 ed il 2005 che, dopo aver evidenziato le tre principali direttrici lungo cui si muove la ricerca (la strategia della tensione, l’eversione rossa e quella nera), rimarca come il testo di Antonella Colonna Vilasi si caratterizzi “per un linguaggio narrativo distaccato che completa le conoscenze anche di coloro che hanno avuto l’occasione di svolgere indagini sul fenomeno terroristico, mediante opportune citazioni testuali di articoli di stampa editi nei vari momenti storici e di documenti, anche di fonte internazionale, che, preclusi un tempo all’accesso, sono diventati via via disponibili grazie all’apertura di archivi riservati”.
E il lettore non impiegherà molto per verificare, di persona, l’estrema attualità del testo che -ancora parole di Vigna- “è testimonianza del fatto che la repressione del terrorismo avvenne, pur fra le notevoli difficoltà incontrate dall’azione investigativa -specie quella diretta a contrastare l’eversione di destra- nel rispetto dei fondamentali principi costituzionali, senza ricorrere alle <> propugnate dai sostenitori del cosiddetto <>, ma anche perché dà conto, a chi non visse quei periodi, dei percorsi che si sono dovuti compiere per la stabilizzazione del nostro assetto democratico”.
Utile come non mai, la ricerca di Antonella Colonna Vilasi è uno strumento di ricerca per riportare la luce su un passato che tale non sembrerebbe essere.
Antonella Colonna Vilasi
Saggista con numerose opere all'attivo sulle tematiche criminologiche-forensi. Come scrittrice si è messa in evidenza per essere stata la prima autrice europea ad aver pubblicato una trilogia sui temi dell'intelligence. Ha pubblicato numerosi saggi su tematiche di particolare attualità: Intelligence. Nuove minacce e terrorismo (2008), Intelligence (2008), Segreto di Stato e Intelligence (2008), Europol (2008), Il bullismo (2008), Un conflitto "atipico": l'embargo statunitense a Cuba (2008), Il mercato dell'energia in Italia (2008), Crimine e onore. I codici di comportamento delle organizzazioni criminali (2008), I crimini internazionali (2008), Note di criminologia al femminile. Dalla parte delle vittime (2008), Frammenti di diritto pubblico generale (2008), La grafologia (2008), 'Ndrangheta, i mille volti di un sistema criminale(2008), Il terrorismo marittimo in un contesto globale (2008), Le testimonianze dei bambini (2008), Il terrorismo (2009), Io figlio parricida (2009), Pedagogia sociale. Scritti di pedagogia sociale contemporanea (2010), Il recupero sociale. Nuove prospettive di pedagogia sociale (2010). È componente del Comitato scientifico per il Premio giornalistico "Salerno".

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero


Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com

domenica 17 ottobre 2010

INTRECCI DI VOCI -IL SUD NELLA NUOVA LETTERATURA


Giovedì 21 ottobre alle ore 18,30 nei locali di galleriaRoma Salvo Sequenzia parlerà di
INTRECCI DI VOCI
IL SUD NELLA NUOVA LETTERATURA


Nel febbraio del 1994, a Napoli, si tenne a Galassia Gutemberg un incontro di scrittori meridionali di più generazioni, ma soprattutto molto giovani. L'incontro aveva per titolo “Narrare il Sud”. Goffredo Fofi nel 1995 dedicherà a questo incontro un interessante saggio dal titolo Narrare il Sud, pubblicato da Liguori con la prefazione di Vincenzo Consolo. L'italianista Daniela Carmosino, docente presso l’Università del Molise, fa risalire a tale convegno la data di nascita di una nuova narrativa meridionale, una sorta di “Nuovo Risorgimento”, a cui la studiosa dedicherà nel 2009 una pregnante e lucidissima analisi confluita nel pamphlet Uccidiamo la luna a Marechiaro. Il Sud nella nuova narrativa, pubblicato da Donzelli.
In quegli anni una nuova generazione di scrittori faceva il suo ingresso nello scialbo parterre letterario italiano: una generazione che, negli anni successivi, si sarebbe affermata prepotentemente grazie a un nuovo modo di “leggere” la realtà e la società italiane e all'adozione di originalissime prospettive narrative e all’uso di nuovi linguaggi.
I risultati di tali esperienze, posti al vaglio ad oltre quindici anni di distanza, appajono variegati e disparati. Si tratta senza dubbio di opere di assoluto rilievo, che hanno avuto il merito di “aggredire” gli stereotipi di una tradizione sfibrata ed hanno affermato nuovi modi di “leggere” e di raccontare non solo il Sud, ma – più estensivamente ed intensivamente – di adoperare una modalità “palombara”, inabissandosi dentro una mutazione sociale che stava “accadendo” a Mezzogiorno, nel resto d'Italia e nel mondo, e di raccontare intus et in cute tale mutazione.
Facendo propria ed assumendo una delle più cospicue e “pesanti” eredità letterarie – Sciascia, Bufalino, Consolo, Ortese, Rea, La Capria, Nigro, Tondelli, De Carlo, Busi, Onofri, Benni – questa nuova generazione letteraria avverte sensibilmente i segni del cambiamento e li traduce in una riflessione teorica che conduce ad una sperimentazione sia formale che tematica, in funzione tanto di un”aggiornamento al presente”, quanto di una potatura del repertorio tematico ereditato dalla tradizione di riferimento, con l'innesto delle più vive esperienze che andavano frattanto maturando negli Stati Uniti, in Sud America, nell'Africa occidentale e in Asia.
Da tale humus fecondissimo germogliano le interessanti e significative esperienze narrative di Livio Romano, Francesco Piccolo, Giulio Mozzi, Montesano, Gaetano Cappelli, Antonio Pascale; e, più tardi, quelle di Ottavio Cappellani, Salvatore Scalia, Massimo Maugeri, Silvana La Spina, Silvana Grasso, Simona Lo Iacono, Veronica Tomassini. Esperienze, queste ultime, che si muovono tra la contingenza del dato reale e la capacità di trasfigurare tale dato in simbolo, in figura, in condizione universale; segnali vitalissimi, irriducibili ad ogni pretesa di categorizzazione; testimonianza di una “urgenza” conoscitiva e demistificante e di una talora “impietosa” tensione gnoseologica, morale.
Dalla recensio dei materiali narrativi si coglie la sperimentazione formale e linguistica (Cappellani, Grasso), il nuovo noir esistenziale (Massimo Maugeri, Turi Scalia), la felice reinvenzione del romanzo storico e metanarrativo (Silvana La Spina, Simona Lo Iacono); l'implacabile e cruda scrittura di denuncia e il reportage narrativo (Veronica Tomassini), capace di dare vita, carne, colore e individualità al fatto di cronaca.
Senza rinunciare alla forza icastica, alla potenza evocativa ed emozionale della parola, al potere conoscitivo della letteratura, né tantomeno alla qualità “deragliante” e “divergente” del discorso narrativo, la letteratura del nuovo Sud rinnega tutte le stimmate di istituzionalizzazione e di codificazione per essere voce ed espressione di una lancinante ed “inaudita”neutralità.
Ne consegue la individuazione di una assoluta specificità di ciascun percorso espressivo, che ribalta l’assunto di una definizione antologizzzante o “canonica” di una “letteratura meridionale” - cristallizzata in una costellazione di temi, di topoi (rassegnazione, vittimismo, fatalismo, rivolta sociale, individualismo) e di caratteri - che porta alla dissoluzione di un approccio geografico alla problematica – la prospettiva localistico/regionalistica di una letteratura campana, siciliana, pugliese, calabrese – e che si orienta piuttosto sul crinale di quella “vocazione”, già appurata da Leonardo Sciascia, che individua il carattere precipuo di una letteratura radicata a un luogo, a un momento storico, a un paesaggio, a un individuo, a una storia, a un istante, eppur capace di divenire voce corale, assoluta, assumendo, nel suo proprium, una molteplicità di punti vista, di prospettive; aprendosi al ventaglio di una prospettiva più vasta, eterogenea ed erratica – talora eretica ed eterodossa. Un felice intreccio di voci che ha dato vita, in quest’ultimo decennio – nella specola di un angolo di provincia d’Europa - ad una delle esperienze più esaltanti maturate nella letteratura dell’età nostra.

Salvo Sequenzia

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

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lunedì 11 ottobre 2010

Mestieri scomparsi - Mariarosa Malesani


galleriaRoma
palazzo Rizza
via Maestranza 110 Siracusa

Giovedì 14 ottobre alle ore 18,30 la professoressa Mariarosa Malesani parlerà dei mestieri scomparsi nel corso della serata saranno proiettati foto e filmati d'epoca

La memoria è la nostra cultura ed è l’ordinata raccolta dei nostri pensieri ed è pure l’ordinata raccolta dei pensieri degli altri uomini, di tutti gli uomini che ci hanno preceduto.
Mentre nella seconda metà dell’800 l’industrializzazione andava di pari passo con i vecchi arnesi manuali e con l’oggettistica quotidiana; macchine e manualità coabitarono per lungo tempo e la modernità maturava lentamente. Negli anni ’50 l’evoluzione industriale fu repentina e portò le devastanti lusinghe di una occupazione senza fatica e poco sudore. Fu un avvento improvviso che colpì masse di contadini e pastori, artigiani e manifatturieri, spazzati via al punto che non ci fu coabitazione tra antico e moderno: pian piano sparirono i lavannari, i carritteri, i vanniaturi, i seggiari, i craunari, i molinari, i gazzusari, i cantineri, i bottari, gli strilloni ……..
E io credo che dovremmo invece risvegliare nei siracusani la voglia di appropriarsi del loro passato perché sembrano dimentichi della loro cultura popolare cosicché hanno spezzato il cordone ombelicale con la storia popolare della propria gente che, invece, è rimasta, nei secoli e sotto tutte le dominazioni, il filo di Arianna che ha permesso alla città di mantenere fieramente la propria identità che la caratterizza. Senza abbandonarci ad uno sterile “amarcord” credo che una certa nostalgia per la Siracusa di una volta, ricca di figure che rendevano le strade e i vicoli così pieni di fascino e poesia, sia auspicabile . Accanto alle merci che vendevano, ai servizi che prestavano, alla loro abilità nel riparare donavano saggezza, consigli….

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

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martedì 5 ottobre 2010

LipumaSettanta


La mostra è inserita negli eventi della Giornata del Contemporaneo indetta dall’ A.M.A.C.I. (Ass. Musei Arte Contemporanea Italiani).

Sabato 9 ottobre 2010 alle ore 18,30 nei locali di galleriaRoma via Maestranza 110 Siracusa l'architetto Salvatore Rapisarda presenta

LipumaSettanta
Nove ottobre 2010

SALVO LI PUMA

Un pittore, un siracusano dell’arte.
Nelle sue opere il possesso dell’oggetto e del luogo,
pensiero e osservazione,
interazione intellettuale
forme senza tempo attraversate
dall’evocazione dell’essere e del divenire.

Nelle sue opere possiamo sentire il vissuto dell’artista con il luogo della storia, con lo studio, la sua bottega, operante e meditativa, luogo di creatività, di concentrazione,di elaborazione; traduzione di idee, intuizioni, letture. Scagionare dall’interiorità quel cumulo di energie non sempre spiegabili con la ragione, che spingono alla rappresentazione e alla comunicazione di un credo pienamente coerente e corrispondente con l’azione temporale.
Settanta, anni febbrili di incessante ricerca e confronto, di fermenti, di concetti travagliati, risultati pittorici ora sospesi, ora antinomici composizioni piene e vuote, ricerca unitaria del tutto e del nulla. Segni sentiti, segni come traduzione formale di energie Esternazione dell’attimo magico, oltre l’abilità, oltre l’atavica tecnè .Rappresentazione di oggetti che interagiscono, in scenari di astrazione segnica. e di ordine metafisico.
Oggetti che vogliono evocare, trascendere nei campi del surreale e del simbolico, memoria rifusiva di messaggi comunicati da quella maestria secolare, che ci ha donato porzioni di spiritualità, di poesia ,di armonia., che si scontrano con il malessere, il disagio, la precarietà la decostruzione. Assistiamo ad una sintesi mediatica che ci conduce verso la riflessione della forma e delle parole.

Salvatore RAPISARDA

Organizzazione e Direzione Artistica: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

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sabato 2 ottobre 2010

CONVERSAZIONE D'ARTE E FILOSOFIA


Giovedì 7 ottobre alle ore 18,30 nei locali di galleriaRoma in via Maestranza 110 Siracusa CONVERSAZIONE D'ARTE E FILOSOFIA a cura del prof. Guglielmo Montuori

"SPELLBOUND" (IO TI SALVERO') di A. HITCHCOCK E LA TEORIA DELL'INCONSCIO DI S. FREUD

Nel 1895 nascono, contemporaneamente, il cinema e la psicoanalisi.
La coincidenza è significativa, anche perché cinema e psicoanalisi rappresentano due dei più riusciti tentativi dell'esplorazione dell'inconscio mai escogitati dall'uomo.
Da teoria terapeutica, la psicoanalisi è divenuta, nella cultura contemporanea, una metodologia d'interpretazione delle varie sfere dell'attività umana e quindi anche delle varie
manifestazioni ed espressioni artistiche.
A. Hitchcock è stato il più famoso divulgatore cinematografico del pensiero di S. Freud e ha espresso in maniera impareggiabile il rapporto del cinema con la psicologia del profondo.
Esempio unico della dimensione "artistica" hitchcockiana è dato in "Spellbound" dalle sequenze oniriche, per le quali il celebre regista fece ricorso alla collaborazione del pittore surrealista Salvador Dalì.
(Prof. Guglielmo Montuori)

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

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lunedì 27 settembre 2010

Forza d'ali - di Giusi Contraffatto




Sabato 30 settembre alle ore 18,30 nei locali della Galleria Roma di via Maestranza 110 Ebe Russo presenta la raccolta di poesie "Forza d'ali" di Giusi Contraffatto.
Interverranno Giusi Giuffrida dell'ANVOLT , Vitale Verri e Ina Nicosia.

Buffet con degustazione vini siciliani

Attraverso le sue poesie, Giusi Contraffatto esprime i sentimenti più intimi del suo animo,le sue intuizioni del reale,una forza comunicativa capace di coinvolgere sul piano delle emozioni e delle riflessioni anche il lettore più frettoloso. L'intensità poetica si sprigiona sin dai primi versi e ci porta, come fa lei, a guardare lontano, alla ricerca di un sogno più sereno e attraente, ma fuggevole come un palpito d'ali.

Ebe Russo

Giusi Contrafatto

imprenditrice in Sicilia gestisce un'azienda di famiglia fondata dal nonno Giacomo nel 1930, nasce a Caltagirone il 25 giugno 1960; censita il 29 giugno 1960 poiché incerta era la sua sopravvivenza. Tenace nel non lasciare questa vita lo è anche nel percorrerla, forte di carattere, decisa, fiera un miscuglio che fa di lei purezza infinita. Nasconde una sensibilità d'animo profonda, un patrimonio emozionale troppo vasto per essere rinnegato e misconosciuto, dare voce al suo "io più profondo" è un privilegio che dà ricchezza a chi da lei imparerà la strada della risalita. Giusi è energia in tutto ciò che è creativo, grande sognatrice, ama l'arte e la poesia come più alta espressione dei sentimenti e della natura che vivono in simbiosi. Segnata da esperienze molto profonde e significative, compone i suoi versi non perdendo mai di vista l'esempio più vero che attribuisce alla vita "perfetta e imperfetta" ma dotata di quell'armonia che ha sempre condotto "l'essere al vivere". A difesa dei sentimenti più puri, essenziali, alcune poesie raccontano di menti segnate e ferme ad antiche radici, dove le verità e ogni forma di sentimento sono adeguate a valori bendati, sordi e muti, ma dove le chiuse si affidano quasi sempre a speranze di luce e amore emarginando la condizione dell'ignoranza. L'amore, la lealtà dei sentimenti, i ricordi delle emozioni, sono esaltate da forze cicliche esistenziali come le stagioni, la luna, il sole.
Giusi è ferma nei suoi principi, nelle sue convinzioni, ferma e forte come le radici di un albero secolare piantato su una terra aspra, eppure vive di sogni e speranze che danzano nel cuore.
Un vulcano di creatività e passionalità sempre pronto ad eruttare, un animo poetico ricco di emozioni profonde, significative, incancellabili. Vi sono menti che sono destinate e condannate dal fato a perpetuare gli stessi principi e gli stessi ideali per tutta la vita, nulla scalfirà mai le loro scelte e i loro buoni propositi, impariamo da questi esempi di coraggio a cambiare la cultura aberrante che sovrasta gli infiniti silenzi che ci accompagnano. Diamo alla speranza il suono dolce di una nenia e al futuro i colori di un arcobaleno che si immergeranno in un rosa antico fatto di "Donna"quella Donna con la D maiuscola, che non perderà mai la sua identità di essere stata madre: "coraggio ed esempio" per i "figli mai partoriti. Sonia Demurtas nota le sue doti poetiche e decide di inserirla nella raccolta di liriche " VOCI DI CONCHIGLIA 2" e successivamente in "COLLANA DI PERLE".

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

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