domenica 17 maggio 2009
lunedì 11 maggio 2009
Origine dei siciliani e della loro lingua.

Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Origine dei siciliani e della loro lingua.
conversazione a cura di Alfredo Rizza
14- maggio ore 18,30
Giovedì 14 maggio alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma Alfredo Rizza parlerà dell' Origine dei siciliani e della loro lingua.
Storici,sociologi,antropologi ed etnologi hanno da sempre intuito la diversità e le stranezze del popolo siciliano. Hanno tentato di classificarlo chiamando in causa tutte le influenze che hanno esercitato i popoli conquistatori a cominciare dai greci. Più indietro nel tempo non si sono spinti perché il dato storico-letterario e quello archeologico non li ha sostenuti. Negli ultimi decenni i glottologi hanno fatto ricorso alla linguistica con risultati distorti a causa di alcune parole presenti in una epigrafe sicula che apparentemente sembravano riconducibili al mondo protogreco e a quello protolatino. In realtà quelle stesse parole sono attestate perfettamente nella lingua Sanscrita appartenente al ceppo indoario. Le persone che un tempo venivano catalogate ignoranti e che non ebbero la fortuna di studiare ancora oggi parlano la loro lingua ma sono in fase di estinzione. Dalla comparazione tra siciliano e sanscrito emerge un sorprendente imparentamento quasi speculare. Infatti ,la parola abbiari ovvero gettare in sanscrito è data da Abyas ed ha lo stesso significato; la parola priatu che vuol dire essere contento in sanscrito si dice Prina o Prita e corrisponde ad essere soddisfatto; la parola arabbattarsi che vuol dire incominciare a darsi da fare in sanscrito è data da Arabh e vuol dire iniziare o incominciare; la parola abbanniari in sanscrito è data da Bhan e che vuol dire gridare ad alta voce. In sostanza più di duecento parole risultano perfettamente identiche a quelle Sanscrite e stranamente non corrispondono né con il latino né con il greco,lingue che non sono mai entrate nella specificità siciliana. Il decifratore della grande scoperta è stato il prof. Enrico Caltagirone di Centuripe mentre Alfredo Puzza ha acclarato e certificato la scoperta rivelando e raccogliendo il patrimonio linguistico che si nasconde nei meandri della più nobile e della più aristocratica lingua che ha dato i natali a tutte le lingue europee.
Alfredo Rizza è un cultore appassionato delle civiltà del passato.
Ha indagato i sistemi ingegneristici delle strutture difensive e delle costruzioni templari.
A tal proposito ha elaborato un saggio sul castello Eurialo proponendo una nuova originalissima teoria. Ha aderito sin dal 1982 all’Archeoclub d’Italia trattando nella sua sede argomenti di natura archeologica ed architettonica. E’ un autodidatta. Da circa un decennio segue gli studi glottologici del centuripino professore Enrico Caltagirone,il solo che abbia decifrato tra un vastissimo stuolo di ricercatori , la lingua degli etruschi e quella dei siculi. Alfredo Rizza, dalla comparazione etimologica con l’etrusco ,ha dedotto l’imparentamento del siciliano con la lingua Sanscrita appartenente al ceppo delle lingue indoarie e conseguentemente ha predisposto un testo quanto mai avvincente, preludio per ulteriori ricerche già abbondantemente acquisite.
sabato 9 maggio 2009
ASTROLOGIA E RELIGIONE

Mercoledì 13 maggio alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma di Siracusa , Andrea Italia studioso di scienze umanistiche, parlerà di:
ASTROLOGIA E RELIGIONE .
L’astrologia si è sempre fusa con la religione anche perché l’antico uomo che, sollevando il capo, contemplava il Sole e la Luna, i fenomeni atmosferici e il cielo stellato, stabiliva un rapporto istintivo tra l’alto, indipendente dalla sua volontà, e il basso, sul quale esercitava una relativa influenza e dominazione. Sicché fu spontaneo che l’alto divenisse per lui un attributo della divinità.
Andrea Italia inizierà la conversazione parlando dei concetti a volte poco familiari alla massa quali lo Zodiaco, gli Assi, i Segni ed altro e soprattutto circa la "Ratio" che si cela dietro tali Meccanismi. Quindi passerà all'indagine dei legami e delle connessioni tra Astrologia e Religione ed in senso più vasto tra vita e religione, allargando la conversazione ai concetti di religioni e filosofie orientali, importanti ai fini di una più completa comprensione del nesso esistente tra Astrologia, e quindi vita, e Religione .
lunedì 4 maggio 2009
VITRUVIO De Architectura

Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Vitruvio: De Architectura
conversazione a cura di
Salvatore Rapisarda
7- maggio 2009 ore 18,30
VITRUVIO - De Architectura
Trattato in dieci libri dell’età augustea
Il trattato di Vitruvio espone i concetti primari dell’architettura e le relative definizioni ancora valide nel panorama culturale del XIX secolo.
L’opera giunge a noi dopo essere sopravissuta ai continui attacchi mossi dalla “cultura del dubbio” e della non certezza di matrice illuminista, sino al totale rifiuto espresso dal Movimento Moderno nei primi anni del Novecento
Per riavere un senso oggi, il trattato si dovrebbe rileggere riconoscendo quei valori di universalità concettuale che contiene, superando la pedissequa interpretazione di manuale degli stili e delle regole considerate pedanti, anacronistiche e sorpassate.
Si dovrebbe intendere non come un manuale tecnico scientifico ma come testo umanistico operante che racchiude la sintesi metodologica delle relazioni concettuali e strumentali volte all’acquisizione dell’armonia compositiva.
Un’attenta rilettura dovrebbe condurci a riconsiderare i valori insiti nei concetti espressi da termini umanistici universali che appartengono ai valori estetici della bellezza armonica.
Ricerca e proiezione di bellezza, dove l’architettura e l’architetto sono protagonisti nell’applicazione di un codice plurisecolare che nei cicli storici ha saputo esprimere il classico, apice della ricerca estetica perfettamente equilibrata e rifusa nei valori estetici ordinati.
Salvatore Rapisarda
lunedì 27 aprile 2009
CONVERSAZIONE DI GEOLOGIA

GIOVEDI' 30 APRILE 2009
CONVERSAZIONE DI GEOLOGIA
Ore 18:30
Galleria Roma - Via Maestranza 110 Siracusa
relatore dott. Delio Mica, geologo
In questa breve conversazione il relatore intratterrà i presenti su argomenti di geologia generale su quella che è la costituzione dell'interno della Terra e sui meccanismi profondi che, secondo le moderne concezioni geodinamiche, determinano l'evoluzione della crosta terrestre con gli effetti, a volte devastanti, dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche.
Esporrà quindi, per grandi linee, la teoria della tettonica a zolle crostali dalle sue origini secondo le ipotesi della deriva dei continenti fino alle odierne conoscenze sulla situazione strutturale globale, dell'area mediterranea e, in particolare, dell' avampaese ibleo.
Concluderà trattando del rischio sismico e vulcanico soprattutto in Sicilia e nel meridione d'Italia.
Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it
relatore dott. Delio Mica, geologo
In questa breve conversazione il relatore intratterrà i presenti su argomenti di geologia generale su quella che è la costituzione dell'interno della Terra e sui meccanismi profondi che, secondo le moderne concezioni geodinamiche, determinano l'evoluzione della crosta terrestre con gli effetti, a volte devastanti, dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche.
Esporrà quindi, per grandi linee, la teoria della tettonica a zolle crostali dalle sue origini secondo le ipotesi della deriva dei continenti fino alle odierne conoscenze sulla situazione strutturale globale, dell'area mediterranea e, in particolare, dell' avampaese ibleo.
Concluderà trattando del rischio sismico e vulcanico soprattutto in Sicilia e nel meridione d'Italia.
Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it
martedì 21 aprile 2009
" Canti popolari siciliani"

Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Canti Popolari Siciliani
a cura di Sebastiano Runza
con Massimo Campailla alla chitarra e Mariano Cultraro alle percussioni
23 aprile ore 18,30
Giovedì 23 aprile, presso i locali della Galleria Roma di via Maestranza 110 Siracusa, alle ore 18,30, Sebastiano Runza parlerà dei " Canti popolari siciliani"
L’importanza dello studio dei canti popolari sta principalmente nel fatto che si ha con esso un mezzo potente per conoscere i costumi e i sentimenti popolari.La fonte prima e più copiosa della poesia popolare italiana è in Sicilia.Cantava il popolo: “Cu’ voli puisia vegna ‘nSicilia, ca porta la bannera di vittoria; Canti e Canzuni nn’havi centu milia”.Nel 200 nasce lo Strambotto, ma è fra il 500 e il 600 che si arriva alla produzione di “Canzuni”.Fra la fine dell’800 e i primi del 900 abbiamo i maggiori raccoglitori di canti popolari: Pitrè, Vigo, Salomone-Marino, A.Uccello, C.Avolio, S.A.Guastella, T.Cannizzaro; così come alcuni musicisti li raccolsero e trascrissero musicalmente. Citiamo Francesco Paolo Frontini, Corrado Ferrara e Alberto Favara.Caratteri emergenti del canto popolare siciliano.Canti d’amore, lodi, dichiarazioni, desideri, saluti, promesse, serenate. Canti di gelosia, sconforto. Canti di abbandono, spartenza, lontananza, addio, sventura.Canti di sdegno, corruccio, rimbrotti, ingiurie. Canti di lavoro. Canti di prigione e mafia. Ninne-nanne.Fra tutti prevalgono i canti d’Amore:La rosa ca mi rasti, ancora ll’haju,‘Mpettu la tegnu, ‘ncostu l’arma mia,Iu mi la portu appressu unni va’ vaju,Mi fa passari la me’ fantasia.Ri dàlla a nautru amanti nun m’assaju;Mancu pi milli scudi lu farria.Ca tantu è ranni l’amuri ca t’haju,Ca ciauru la rosa, e penzu a tia. Sebastiano Runza, accompagnato da Massimo Campailla alla chitarra e da Mariano Cultraro alle percussioni, eseguirà alcuni canti.
mercoledì 15 aprile 2009
G8 Cambiare Ambiente

Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
Cambiare ambiente
collettiva di fotografia
18/28 aprile
CAMBIARE AMBIENTE
I luoghi dove non si andrebbe mai a trascorrere una vacanza, i posti dove non ci si augurerebbe mai di andarvi a lavorare, l’habitat dove non si farebbero mai crescere i propri figli, tutto ciò è qui a casa nostra in un concentrato di ecomostri e di incuria in cui le persone convivono insieme al mare violato, alla terra violata, all’aria e all’acqua violate, in un fatale, lento e crudele convivio. Se si potesse, sarebbe meglio cambiare aria.
(Salvatore Zito per Galleria Roma)
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Sabato 18 aprile 2009 si inaugura una collettiva di brutte fotografie di brutti posti (non si possono realizzare belle foto con dei brutti soggetti). Una disamina del territorio ferito in una raccolta di testimonianze fotografiche di Salvatore Zito, Vincenzo Medica, Mariangela Lombardo e altri reporter del disastro. Peccato che i luoghi e le situazioni ambientali riprese siano proprio quelle di casa nostra, dove convivono disinvoltamente giardini d’aranci e faglie acquifere inquinate dalle percolazioni di qualche brutta cosa. Dove volano sulle nostre teste invisibili Gigawatt viaggianti a grandi balzi tra i piloni dell’alta tensione che qualcuno ha disseminato come palme Washington lungo i pendii dei monti che declinano verso il mare, il mare dei pontili dei posti di lavoro sempre a rischio, per non far perdere la suspence. Quel mare dove il Porto non è che una landa desertica depredato del suo ruolo a favore di latitudini più favorevoli e pontili privati.
Giungendo nella nostra città da nord è inevitabile imbattersi in questi paesaggi che, naturalmente, abbiamo cura di non mostrare nei depliant turistici per una vacanza da queste parti. Peccato, sempre, che i Resort dell’ultim’ora sorgano poco più in là, a ridosso di questi abnormi abusi sul territorio di cui non si vuol parlare, o quantomeno fa sempre male parlarne, molto meglio un meeting mondiale sull’ambiente globale, d’altra parte come si dice? Mal comune mezzo gaudio.
Un territorio-laboratorio quello a nord di Siracusa, utilizzato con successo per la sperimentazione del massimo disastro ambientale possibile con il minimo profitto per la popolazione, ovvero “distruggere per il gusto” mentre gli utili, quelli veri, come sempre prendono la via dei paradisi fiscali Svizzera, Gibilterra, Lussemburgo con le raffinate “Holding del ‘29” istituite per ricostruire l’Europa reduce dalla prima Guerra mondiale e utilizzate fino a un paio d’anni fa per i profitti di queste attività, sporche fino in fondo. E’ in questo scenario socio-ambientale poco turistico e poco culturale che le fotografie di “Cambiare ambiente” accompagnano in rispettoso silenzio la ribalta internazionale siracusana che grottescamente, un giorno dopo l’altro, scivolerà via, sul macadam delle strade di Ortigia fresco di appalto
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